Rasoio di Occam e Omofobia

L’Omofobia è generata da una dirompente antipatia. Dell’antipatia, il Devoto – Oli, dice: condizione di contro-sentire’, ‘insieme di sentimenti avversi’]. Accertato il significato, mi pongo la domanda: l’odio contro l’altro, esclude l’odio contro sé? Non l’esclude. L’odio, infatti, è un sentimento che nega la vita altra, ma non di meno nega la propria nei casi di “roba” pesante. Nei casi di “roba” leggera, invece, pone antipatia nella vita altra, ma non di meno nella propria. Succede, perché i portatori di quei mali (l’odio pesante e l’odio leggero che dico antipatia) vengono mentalmente e spiritualmente infettati da quel virus, tanto quanto la mente portatrice è mentalmente non filtrata (da sé e/o da regole) nei casi di odio e/o antipatia istintiva; ed è non barrierata (da sé e/o da regole) nei casi di odio e/o antipatia coscientemente voluta.
Oltre a “non essere un’opinione”, quindi, l’Omofobia è anche la febbre che denuncia l’espansione delle due odio_dipendenze. L’odio_dipendenza è un desiderio di comunione verso la morte; può essere desiderio esplosivo come implosivo. Tentato come attuato è desiderio di omicidio nel primo caso; non attuato ma tentato è desiderio di suicidio nel secondo. Per il desiderio di attivo omicidio l’odiante è preda di un determinante spirito incubo. Per il desiderio di suicidio, l’odiante è preda di uno spirito succube perché accogliente. Il primo ha carattere virile. Il secondo ha carattere femminile Dell’odiante, quindi, si può dire che a livello psicologico come spirituale è, nella stessa persona, un maschile sodomita per odio, e un femminile sodomizzato dal suo odio.
Se nel caso dell’Omofobia, l’omofobo dovrà farsene una ragione, nel caso di manifesta odio_dipendenza, sarebbe come minimo inclemente non dirgli: curati.
Non tanto per giungere a fargli amare la vita in odio e/o in antipatia, quanto per giungere a fargli amare la vita che è nell’odiato come nell’antipatico: la stessa dell’odio_dipendente.
ps. In questo post, per spirito intendo solamente la forza della vitalità naturale. Dello Spirito come forza della vita ne parlo in altri post.

rosaquattro

"Donna incinta dopo lo stupro: lo vuole Dio."

Chiedo ai non credenti di seguire questo discorso solo secondo ragione, ovviamente!
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Questi fondamentalisti, che a noi paiono e/o sono secondo opinione dalle menti repellenti, hanno tuttavia, una loro logica. Secondo loro, infatti, “non si muove foglia che Dio non voglia”, così, a muovere la foglia “stupro” come d’altra parte un qualsiasi atto di quello che vive, non può non dipendere che dalla volontà di chi ha originato ogni azione, appuunto, Dio.
I fondamentalisti religiosi però (ognuno secondo la loro cultura ma di simile forma di pensiero) mica sono nati sotto i cavoli! Sono nati da un’ultra ortodossa visione della fede indicata da una intransigente visione del messaggio ecclesiastico, e/o imanico, e/o rabbinico.
Lo dico ecclesiastico e non divino e/o cristiano quel messaggio, perché la visione della chiesa ha assunto una tal rilevanza policica (non perché faccia politica, ma perché influisce anche pesantemente sul pensiero politico  del credente) da non poter più separare quello che è di Dio da quello che è del loro Io, se non ponendosi (Grandi Orpelli a parte) al livello di una qualsiasi altra fede di tipo naturalmente pedagogico.
Se ammettesse, infatti, che Dio è l’autore della vita, ma che della nostra vita gli autori siamo noi, dovrebbe anche riconoscere che pur avendo dato vita ad uno stupratore, nulla ha a che vedere con lo stupro. Implicarcelo come i fondamentalisti di ogni religione stanno generalmente facendo, è come dire che se diamo un obolo ad un alcolista siamo correi nei fatti di alcolismo. E, no, diremmo! Noi abbiamo fatto una carità, non,  un’induzione a reati da alcolismo! Non è mica perché i giornali parlano di furti che ci sono i ladri!
I fondamentalisti che non ammettono separazione fra volontà divina e volontà umana, a mio vedere cozzano contro un grosso ma!  Se ogni loro azione è campiuta per volontà divina, è chiaro che Gli appartiene, nei casi di errore, anche il senso della colpa! Essere fondamentalista, così, è come avere Dio, non solo come il personale sacerdote che ha piena facoltà d’assoluzione, ma anche come compiacente psicologo, e/o psichiatracnei casi di più ferreo fondamentalismo. Se ipotesi fosse, nasce il non tanto infondato sospetto, allora, che i fondamentalisti siano tali, per un fondamentalistico bisogno di Bibbia che li distolga da un fondamentale bisogno di Freud.

rosaquattro

Non vedo liberazione sessuale. Vedo, invece, degli evasi dalle gabbie.

Vedo liberazione nel maggior consumo di sesso, ma, in generale, non vedo liberate identità sessuali. Una liberazione sessuale, implica la personale gestione di due chiavi: quella culturale, e quella morale. La cosiddetta liberazione ci ha permesso l’uso della chiave culturale, ma la chiave morale, è in mani che non la concedono! Al che, siamo liberi a metà, o, a dirla con uno scrittore: dei guerrieri dimezzati. Di conseguenza, dimezzati, anche come Persone. In tali frangenti di sofferenza, la cura che negli ambiti socializzati va per la maggiore, è l’ipocrisia. In quelli non socializzati, (o parzialmente tali) invece, ci si cura da strozzati orgasmi, per mezzo di protesi: prostituzione, e pornografia. Dove non si libera, o non permettiamo la liberazione della vitalità nella sessualità, il sesso finisce con l’essere la merce che ti permette di sembrare, libero! E per via del sembrare liberi, la droga, è il senso che lo permette di più. Ovviamente, auspico la libertà nell’essere, non, in quella del fare che non può non tener conto che vi è chi non sa gestire (personalmente e socialmente) quella libertà.

afinedue

Gli abusi negli usi dell’ombrello

Facile o non facile che sia, infilare un ombrello in un occhio, può non voler dire una volontà omicida, ma certamente vuol dire una volontà di ledere. Anche uno schiaffo, è volontà di ledere, ma certamente non vi è la stessa proporzione. E’ un po’ la storia di chi, ricevendo un pugno, risponde con una coltellata. Al punto, una provocatoria domanda: se ambedue le ragazze si fossero reciprocamente infilate la punta dell’ombrello nell’occhio, avremmo avuto la stessa reazione? C’è una concausa che forse non abbiamo considerato: la virilizzazione della femmina. Con annessi, connessi, e conseguenze.

Devo averlo già raccontato. Tempo fa, una ragazza sui venti è seduta sul marciapiede. Pare sofferente. Mi avvicino per vedere se posso far qualcosa, e vi giungo. Non appena vicino, questa qui si alza di scatto. Mi fermo, più che sopreso. In contemporanea, un ragazzo (arabo e bellissimo, giusto per la cronaca) gli blocca le braccia e la tiene ferma. La ragazza urla: lasciami, lasciami! Il ragazzo mi sorride e non la molla. Visto che la mia sola presenza è bastata a miracolare la salute di quella ragazza, mi allontano dicendo una frase che in apparenza non centrava per niente, cioè, l’amore può tutto. In un primo momento ho pensato all’amore fra quel ragazzo e la ragazza, ma strada facendo mi sono chiesto: se quella l’ipotesi, perché la ragazza voleva che il ragazzo gli liberarsi le braccia? Mi sono dato quest’amara risposta: la ragazza voleva che il ragazzo gli liberasse le braccia per aggredire me.

Lo “capirei” come prova di ammissione di chi intende entrare in una banda, ma lo si può capire come la prova che una ragazza vale tanto quanto un ragazzo nella dimostrazione di forza, anche, indipendentemente, da casi di varia delinquenzialità? Si, lo si può capire. Come si può capire che fra Doina e Vanessa, a monte del fatto, sia successo esattamente questo: una prova di forza. Chi la sfidata, e chi la sfidante? E’ chiaro che non so rispondere a questa domanda. Come credo sia chiaro, che non lo può nessuna delle due vittime: di sé come di questi momenti storici.

afinedue

In India: festival di bellezza per eunuchi.

Mi rivolgo alle donne, perché gli uomini non sanno guardare, o non sono interessati a guardare, o hanno paura di guardare.
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Avete visto gli occhi di questo giovane? eunuco Non è un effeminato, che una qualche ragione potrebbe anche aver motivato il dolo, o il sacrificio religioso, o il mercato della prostituzione, o l’insieme delle cose. E’ una forza ancora maschia, quella che traspare dallo sguardo; tanto che lo dico, di chi non ha avuto scelta: rose sui cappelli, ora, e, per coprire il fronte, oro. Giusto per tacitar l’udito.

 

 

afinedue